Diario dal Valle

Una risposta ad Alemanno

Siamo felici delle dichiarazioni del Sindaco Gianni Alemanno che, dopo quasi quattro mesi di occupazione,e di straordinaria partecipazione della comunità artistica e della cittadinanza, è un ulteriore riconoscimento al percorso di lotta intrapreso al Valle Occupato.  

Proprio il coinvolgimento, atto di lotta e di coscienza collettiva, ha rivelato la natura di Bene Comune del Teatro Valle e ha portato all'ipotesi di far nascere qui un centro dedicato alla elaborazione drammaturgica e alla narrazione del presente.

Un "bene comune" non è un espressione retorica, è una figura giuridica prevista dalla nostra costituzione, che consente l'autogestione ad opera di utenti e lavoratori, di un bene di cui viene riconosciuto il valore all'interno della collettività.

Presenteremo a breve lo statuto della futura Fondazione Teatro Valle Bene Comune, primo passo di un processo partecipativo e condiviso per arrivare alla sua costituzione.

Come già affermato in passato, quello che ci spinge a lasciare fuori dalla porta le istituzioni è il desiderio di creare uno spazio di partecipazione diretta per i cittadini e la comunità degli artisti. Ci siamo dati la possibilità di immaginare nuovi modi di vivere.

Il Valle Occupato è diventato il simbolo di una lotta che va ben oltre le pareti del teatro. Lo stato di emergenza in cui si trova il settore culturale nel nostro paese è frutto di assenza di progettualità e dei tagli violenti hanno colpito in questi ultimi anni teatri, musei, cinema, istituzioni culturali, ricerca e istruzione, e portando alla progressiva dismissione del sistema pubblico. Al Valle vogliamo denunciare un bisogno di cambiamento radicale e rilanciare con proposte e idee che nascano da una lotta partecipata e dall’affermazione del bene comune come modello socio-economico innovativo. Ci siamo posti l’obiettivo ambizioso di affrontare la crisi finanziaria e culturale della nostra società attraverso la riappropriazione dei tempi necessari per una riflessione seria e un confronto reale. Il nostro è un percorso che non lascia spazio a scorciatoie. Ci riprendiamo il nostro presente per costruire il nostro futuro.
5 October 2011